Un Otaku in Italia | Anime, Manga, Giappone e Tecnologia nel blog di Giuseppe D'Elia
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Otaku

By Giuseppe D'Elia | 2010-03-6 | Trackback | Comments RSS | Add Comment
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Chi di voi la prima volta che ha sentito il termine Otaku non si è chiesto… ” che diavolo è? ” nel mio caso è andata proprio così, avevo giusto capito che fosse una parola Giapponese ma prima di capirne il senso ho dovuto documentarmi per bene prima di distinguerlo a pieno dalla categoria Nerd.
Ovviamente la mia prima fonte è stata wikipedia che fornisce un ottima spiegazione di quel che si può definire una sottocultura di largo uso nei giovani di tutto il mondo ormai. A voi quindi il wiki link della parola Otaku.

L’immagine della bella bunny-girl qui a fianco è presa da : Otaku no video (1991), OAV, un vero e proprio documentario sul fenomeno.

Ma continuiamo nella nostra spiegazione di questa parola/fenomeno.

Oggi giorno al termine Otaku appartiene una definizione di questo tipo: un otaku è un fan ossessionato da un particolare tema, argomento o hobby. Probabilmente gli usi più comuni sono anime otaku («maniaco degli anime») e manga otaku («maniaco dei manga»). Altre varietà sono: cosplay otaku («maniaco del cosplay»), pasokon otaku («maniaco dei personal computer»), gēmu otaku («maniaco dei videogiochi») e wota (precedentemente idol otaku, «maniaco delle idol»). Ma la parola otaku può essere applicata a qualunque cosa: ci possono essere otaku della musica, delle arti marziali, della cucina e così via.

A questo punto si può facilmente notare che la connotazione negativa del termine che gli è stata attribuita inizialmente in oriente è praticamente sparita essendo ormai di un uso talmente comune da poterla citare come termini che, come facciamo spesso noi italiani ad esempio, prendiamo in prestito nell’ormai linguaggio “comune”.

Un altro articolo che voglio citarvi per schiarirvi le idee sul termine Otaku è la definizione espressa nel dizionario del sito Nipponico.com in cui possiamo notare chiaramente come tramite un’attenta osservazione del fenomeno Cristiano Martorella afferma:

il mondo degli otaku influenza silenziosamente i gusti, i comportamenti, l’estetica e le arti, permeando invisibilmente diversi settori e contribuendo a definire la caotica società contemporanea.

Il fenomeno Otaku fa parte del mondo ma come spesso accade è il Giappone a introdurlo fin nella nostra realtà tanto da poterlo toccare e volerlo a tutti i costi nostro come vediamo tra tanti di noi appassionati.

Tra tutte le persone che vedo nei vari social network ci sono tantissimi Italiani, impossibili da quantizzare, ad essere appassionati di collezionismo, anime, manga, cosplay e anche della cucina del sol levante, forse da questo a essere un Otaku Doc ce ne vuole, ma di certo vedo molto impegno nel provare ad esserlo!  ^_^

Bibliografia (proposta nei siti web sopracitati)

Anonimo. 1991. Le Phénomene “otaku”: bonjour chez vous!, in “Courrier International”, n. 35.
Gomarasca, Alessandro e Valtorta, Luca. 1996. Sol Mutante. Mode, giovani e umori nel Giappone contemporaneo. Costa & Nolan, Genova.
Greenfeld, Karl Tarou. 1995. Baburu. I figli della grande bolla. Instar Libri, Torino.
Griner, Massimiliano e Furnari, Rosa Isabella. 1999. Otaku. I giovani perduti del Sol Levante. Castelvecchi, Roma.
Martorella, Cristiano. 1996. La rivoluzione invisibile, in “Sushi”, n. 3, nuova serie.
Pellitteri, Marco. 1999. Mazinga nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation. Castelvecchi, Roma.
Scozzai, Michele. 2000. La strana tribù del Giappone, in “Focus”, n. 95.

io aggiungo:

  • Un Geek in Giappone
  • Italia più Giappone diviso 2=?

mi permetto di suggerirvi questi due libri perché li ho da poco letti e ne ho parlato qui sul blog, molto completi e utili a carne qualcosa in più.

Come sempre spero che questo articolo vi piaccia e vi possa dar modo di apprezzare questa cultura che tanto amo e tanti di voi hanno ricercato, perché altrimenti non sareste qui a leggere! ;)

a presto… Giuseppe


Nella Categoria : Japan, Otaku


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